The Anchorhold è il nuovo album di Phil Stiles, frontman dei Final Coil

di Irene Tempestini

Phil Stiles, frontman dei Final Coil torna, dopo l’EP The Anchorite del 2020, con un nuovo album dal titolo The Anchorhold (per Trepanation Recordings) che alle influenze industrial, dark e trip-hop a cui ci ha abituato l’artista,  aggiunge elementi di post rock e progressive. L’album ospita nove musicisti che Phil ha voluto riunire a seguito della pandemia, colpevole di aver interrotto i rapporti umani isolando gli individui entro bolle alienanti.

Dal Regno Unito, Richard Allsopp (Monachopsis) ha partecipato alle tracce I’m Not Done Yet e It Follows Me, mentre i bassisti Roger Morter (Pornographic Sunset) e Mark Gatland (Hats Off Gentlemen It’s Adequate / IT) hanno portato i loro talenti unici nel mix rispettivamente di It Follows Me e I’m Not Done Yet. Ha partecipato anche il cantante folk Matt Steady in The Wanderer. Dal Sud Africa, Pauline Silver e Brett Minnie (The Medea Project) hanno aggiunto percussioni, testi e spartiti noise al grind industrial di Reflections From An Echo Chamber; mentre, dalla Polonia, Tomek Wolski (S/W, Syndrom.99 / United Color Of Noise / Jeze) ha attinto dal suo amore per i Dead Can Dance, creando la linea di basso per Sleep Take Me. Infine, dagli Stati Uniti, Kyle Brandt (Molitoth / A Light Within) ha dato la voce per l’enigmatico titolo C21H22N2O2.

L’album è stato mixato egregiamente da Phil e masterizzato da James Plotkin (Khanate / Isis / Merzbow).

La prima traccia I’m Not Done Yet affiora lentamente dagli angoli più oscuri delle nostre menti e come un mantra esplode in un lamento sottolineato dall’assolo di chitarra. C21H22N202 è lo strano titolo della seconda traccia, che prosegue lungo il cammino dark fatto di drum machine e synth, dando vita ad atmosfere cupe e seducenti. Reflections From An Echo Chamber irrompe con suoni aggressivi sui quali si dimena la voce ossessiva e conturbante, in un mordi e fuggi costante fatto di pause e riprese. Uno dei brani migliori dell’album.

La successiva Dance Fucker (strumentale) ammorbidisce inizialmente i toni, con distese sonore cariche di riverbero e la malinconia del piano, che si distende sulla drum machine costantemente spinta su ritmi incessanti. Un brano grave, che trasmette un affascinante senso di tensione. Un mix ben fatto tra calma e urgenza. Anche la successiva End This Way rimarca quell’urgenza che si avverte per l’intero album, modulata però da note malinconiche e dalla voce piena di dramma.

The Wanderer ha un’intro ampia e possente, con morbidi tocchi di piano e il suono della chitarra che, quasi fosse un’eco lontana, evoca profonde sensazioni. La doppia voce sembra un canto antico senza tempo. La settima traccia è Sleep Take Me, nella quale si ritrova quell’urgenza che è un elemento costante di tutto l’album. La produzione si chiude con la bonus track It Follows Me, il brano più spinto, industrial e sfrenato di The Anchorhold. 

Un album ruvido e indisponente, moderato da tocchi malinconici che accarezzano le sonorità più dark, cupe e trasgressive tipiche della produzione di Phil Stiles. 

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The Anchorhold Tracklisting:

1 I’m Not Done Yet (feat. Richard Allsopp e Mark Gatland)

2 C21H22N202 (feat. Kyle Brandt)

3 Reflections From An Echo Chamber (feat. The Medea Project)

4 Dance Fucker

5 End This Way

6 The Wanderer ( Feat. Matt Steady)

7 Sleep Take Me (feat. Tomek Wolski)

8 -Silence

9 It Follows Me (Bonus Track) (feat. Richard Allsopp e Roger Morter)

Lineup:

Phil Stiles – Voce principale, chitarra ritmica, chitarra solista, sintetizzatori e programmazione

con la partecipazione di:

Matt Steady – voce

Richard Allsopp – chitarra solista

Kyle Brandt – voce

Brett Minnie – basso, programmazione e voce

Pauline Silver – percussioni

Mark Gatland – basso

Roger Morter – basso

Tomek Wolski – basso

Ascolta The Anchorhold di Phil Stiles:

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale, Storica dell'Arte, Editor Musicale e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e Direttore Responsabile di Zest, unisco il rigore del metodo giornalistico con le più avanzate strategie di visibilità digitale. Con vent'anni di esperienza nella comunicazione, curo narrazioni d'autore tra suoni e visioni, trasformando la cultura in un atto di resilienza consapevole.
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