“Tutte le arti contribuiscono all’arte più grande di tutte: quella di vivere.”
Bertolt Brecht
Zest è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pistoia, nata oltre dodici anni fa come progetto editoriale dedicato alla cultura e oggi evoluta in uno spazio di osservazione, analisi e racconto del presente attraverso arte, musica, immagini e linguaggi contemporanei.
Zest non riparte da dove era rimasto. Il tempo è cambiato, sono cambiati i linguaggi e il modo in cui consumiamo informazioni, immagini e cultura. Anche il nostro sguardo è cambiato.
Non inseguiamo il rumore del momento. Ci interessa ciò che resta: le opere che continuano a parlare, i suoni che acquistano nuovi significati nel tempo, le immagini che rivelano qualcosa del nostro modo di vivere, guardare e sentire. Ci interessa ciò che graffia, interroga, lascia una traccia.
Zest lavora su una cultura lenta, ma mai passiva. Una cultura che non si limita a commentare, ma prova a leggere in profondità. In un tempo saturo di contenuti rapidi, opinioni automatiche e attenzione frammentata, scegliamo la scrittura pensata e uno sguardo curatoriale capace di tenere insieme sensibilità, metodo e responsabilità editoriale.
Non ci interessano le recensioni di cortesia né i contenuti pubblicati semplicemente per occupare uno spazio. L’arte ci interessa quando la bellezza smette di essere decorazione e diventa urgenza, conflitto e possibilità. La musica quando riesce ancora a ricordarci che siamo vivi. Le immagini, gli oggetti e le tracce digitali quando permettono di osservare il presente da un’angolazione diversa.
Tra Suoni e Visioni, Zest costruisce un dialogo continuo tra ciò che ascoltiamo e ciò che vediamo, tra immaginario e attualità, memoria e presente, critica culturale e realtà quotidiana.
Dentro questo spazio convivono anche rubriche con una propria identità e una propria voce. Territori nei quali sperimentare linguaggi, recuperare ciò che rischia di scomparire e raccontare quello che raramente trova posto nei circuiti più prevedibili.
Zest non è un contenitore di recensioni e non vuole offrire risposte comode. È un giornale che usa la cultura per interrogare il presente.
Per chi non ha smesso di cercare
Irene Tempestini
Fondatrice e Direttore responsabile
Giornalista pubblicista, Senior SEO Copywriter, Media e Content Strategist, con formazione universitaria in Lettere e Storia dell’Arte.
Il suo lavoro nasce dall’incontro tra metodo giornalistico, cultura artistica e musicale e attenzione per il linguaggio. Viene da anni di cronaca e inchieste, e a quella scuola deve il proprio approccio meticoloso.
Fa parte del Giornalismo Costruttivo, quello che non si ferma al problema ma cerca contesto, prospettive e soluzioni. Da vent’anni si occupa di contenuti, strategia editoriale e scrittura professionale, con uno sguardo che unisce profondità, chiarezza e responsabilità.
“Zest è il punto in cui le mie anime si incontrano. È il mio progetto editoriale più identitario, un luogo in cui la cultura non viene trattata come ornamento, ma come strumento di lettura del presente. Un giornale che difende il valore della parola, dello sguardo critico e dell’emotività umana, in un tempo che tende sempre più a comprimere tutto in superficie.”
Leggi il mio percorso professionale come giornalista, Senior SEO Copywriter e Content Strategist.
TED
Accanto alla direzione editoriale di Irene Tempestini, Zest custodisce anche una presenza più laterale e riservata: TED. Figura interna al progetto che preferisce lasciare spazio alle idee più che alle definizioni.
“Non troverete biografie su di me. Non cercate la mia faccia, cercate la verità tra le macerie del suono. Ascoltate i dispacci di Underground Echoes. Il resto è distrazione”.
