Ocean Bells, ascolta il nuovo singolo

di Redazione
E’ disponibile per il download gratuito il nuovo singolo degli Ocean Bells di Lorenzo Cipriani e Alberto Mariotti. Il brano si intitola “Faster than the Sun” e viene così descritta dagli autori: “è una canzone liberatoria. Parla di quando tutto ti crolla addosso, l’oscurità è intorno a te. Quando hai perduto te stesso e non vedi una via d’uscita. Quando non hai un posto dove andare, ti sembra di aver provato tutte le soluzioni possibili e non sai davvero dove sbattere la testa. E allora l’unica cosa che puoi fare è rimetterti in viaggio, muoverti e correre più veloce del sole. Perché quello è il momento del tuo riscatto, della tua redenzione, dopo il quale la tua vita torna ad essere ancora più luminosa di prima.”

Ocean Bells è il nuovo progetto artistico nato dall’incontro di Alberto Mariotti (King of the Opera, Samuel Katarro) e Lorenzo Cipriani (Vinylistic, Wagooba), due musicisti che provengono da mondi diversi, ma si incontrano in una sensibilità che si confronta nel fare musica e inventare nuove soluzioni performative.

Oltre ai due fanno parte del gruppo Fabrizio Marchetti (tastiere) e Alberto Niccolai (batteria). Ocean Bells è una band capace di dare vita a concerti dove il pubblico è chiamato a compiere un vero e proprio viaggio oceanico per approdare in un altro possibile luogo dell’anima. Il palco diventa il cassero di un veliero mentre il pubblico abita idealmente il ponte della stessa imbarcazione. Un viaggio interattivo dove si annulla la distanza fra artista e spettatore nell’esperienza di uno spettacolo che unisce musica, poesia, visione psichedelica e rappresentazione teatrale.

I riferimenti letterari, quelli poetici e visivi, fanno da sfondo alla musica del gruppo seguendo le radici della tradizione rock, pop, new wave interpretate in chiave attuale.

 

 

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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