Talk Show, recensione dell’EP “Touch the Ground”

di Irene Tempestini

 Zest Rewind: ruvidi, industriali e spudoratamente dance. “Touch the Ground”, un EP che a distanza di tempo conferma la sua forza dirompente, capace di unire il post-punk più graffiante all’elettronica anni ’90 in un mix esplosivo.

Gli inglesi Talk Show tornano con il secondo EP“Touch the Ground”, in uscita il 23 settembre per Missing Piece Records.

Prodotto da Joe Goddard e Al Doyle (Hot Chip) nel loro studio di Hackney, contiene 6 tracce ruvide come carta vetrata e con un forte richiamo alla new wave, al post punk, all’industrial e alla dance anni 90 di alta levatura.  Su tutti Underworld e Chemical Brothers. 

Una band tra le più interessanti in circolazione, che si destreggia tra suoni sporchi, incessanti, volutamente rumorosi, graffianti e destrutturanti. Quello che provano a fare molti, ma senza risultati così apprezzabili.

Rispetto all’EP di debutto “These People”, il nuovo lavoro va oltre i confini della new wave e del post punk e strizza l’occhio alla migliore elettronica. Le atmosfere sono cupe, rabbiose, c’è poco, anzi zero spazio per i fronzoli.  Solo tanta voglia di suonare e scatenarsi, come ci hanno abituato ai loro live.

“Touch the Ground” tracklisting:

  1. Intro – Laughter
  2. Underworld
  3. Cold House
  4. Dirt in the Keyboard
  5. Leather
  6. 6

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale, Storica dell'Arte, Editor Musicale e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e Direttore Responsabile di Zest, unisco il rigore del metodo giornalistico con le più avanzate strategie di visibilità digitale. Con vent'anni di esperienza nella comunicazione, curo narrazioni d'autore tra suoni e visioni, trasformando la cultura in un atto di resilienza consapevole.
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