Sugarfungus, ascolta “‘s”

 

di Redazione

 

Sugarfungus, ascolta “Weekend at Toast’s”, il nuovo singolo della band canadese ispirato al gatto Toast

 

La giovane band canadese Sugarfungus ha pubblicato il nuovo singolo “Weekend at Toast’s”. Il brano è stato ispirato dal gatto del tastierista Jackson, un gatto nero americano a pelo corto di nome Toast. “Ci siamo passati tutti – spiega la band – Ti senti un po’ stressato, o forse un po’ giù, e all’improvviso, un po’ di latte d’avena versato o un toast bruciato ti fanno esplodere. Siamo qui per dire di non lasciarti abbattere da un toast bruciato!”.

Deliziosa la spiegazione degli Sugarfungus, che aggiungono anche che “Dopo aver scritto il nostro primo EP, volevamo scrivere qualcosa di un po’ più spensierato e il risultato è stato “Weekend at Toast’s”, una canzone groovy scritta per un gatto. Dal punto di vista sonoro, questa canzone è ispirata all’indie nu-disco, alt-pop e al bedroom pop,  con un pizzico di anime (pensa a Kiki’s Delivery Service). Abbiamo registrato questa canzone a casa, questa volta con l’aiuto di uno straordinario tecnico del missaggio di nome Benjamin de Caiman. Infine, siamo entusiasti di annunciare che stiamo lavorando al nostro primo video musicale per questa canzone in uscita il 12 ottobre!”

Bio Sugarfungus:

Gli Sugarfungus mettono insieme tre diplomati di scuole jazz e due dottorandi, che vivono a Vancouver, in Canada. La band ha pubblicato il suo primo EP intitolato “Letting Go, Moving Still” il 26 gennaio 2022. Per una band ispirata alla scienza, alla natura e all’arte, l’idea di cucire insieme pezzi di organismi diversi per evolvere in qualcosa di infinitamente più funky, più brillantemente vivo è una metafora appropriata.

Gli Sugarfungus sono:

  • Tess Meckling – voice
  • Bradan DeCicco – chitarra
  • Jackson Moore –  keys/synth
  • Alex Marr –  basso
  • Ivan Barbou – batteria

Ascolta “Weekend at Toast’s”:

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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