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di Redazione

 

I Silverstain hanno pubblicato una nuova versione del brano ‘Infinite’

 

Quest’anno i Silverstein festeggiano il loro ventesimo anniversario con l’uscita del loro nuovo album, ‘A Beautiful Place To Drown’, pubblicato da UNFD. La band ha condiviso una versione alternativa del brano ‘Infinite’ registrato interamente durante la quarantena. Questa nuova versione reinventa completamente la canzone pur rimanendo sempre legata al nucleo emotivo così fondamentale per i Silverstain.

Molti dei testi di ‘A Beautiful Place To Drown’ si concentrano sulle sfide quotidiane relative alla salute mentale e ‘Infinite’ sembra aver assunto un nuovo significato sulla scia della pandemia. Per realizzare il video, i Silverstein hanno contattato i fan, aprendo loro le linee telefoniche per trasmettere messaggi su come si sono sentiti durante la quarantena. Estratti dai messaggi sono stai aggiunti al filmato del video che contiene luoghi vuoti del paese natale della band, il Canada.

Il chitarrista dei Silverstein, Paul Marc Rousseau, sulla nuova versione di ‘Infinite’ ha detto che ‘è nata dall’ansia scatenata dal lockdown, soprattutto nei primi giorni. La tristezza che stavo vivendo non era più astratta o personalizzata, era qualcosa con cui praticamente tutti sulla Terra si relazionavano in tempo reale. Man mano che i giorni diventavano settimane e le settimane diventavano mesi, era difficile, se non impossibile, vedere una luce alla fine del tunnel. Negli ultimi tempi provo più tristezza che rabbia, e ho pensato che ‘Infinite’ potesse essere riarrangiata per esprimere questo sentimento ‘.

 

Guarda e ascolta la nuova versione di ‘Infinite’

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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