‘archi Amitié

di Redazione

Danzando con il Quartetto d’archi Amitié

Dai ritmi caraibici della “Ouverture Cubana” di George Gershwin, alle “Danze rumene” di Béla Bartók, alla “Suite Hellenique” di Pedro Iturralde. È un programma intriso di contemporaneo, in particolare di danze, quello che il quartetto d’archi Amitié proporrà mercoledì 8 giugno (ore 21) all’Auditorium della Fondazione Cr Firenze.
Biglietto 10 euro. Prevendite online su www.ticketone.it e nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita) e presso Opera Your Preview – via Por Santa Maria 13, Firenze – tutti giorni dalle ore 10 alle 18. Biglietti disponibili anche all’Auditorium il giorno del concerto, dalle ore 10,30 alle 21.

Emanazione dell’Orchestra di Toscana Classica, il Quartetto Amitié allinea prime parti e solisti di grande esperienza quali Marco Lorenzini e Claudio Freducci ai violini e Sandra Bacci al violoncello e Leonardo Bartali alla viola. Di Lorenzini è anche il “Quartetto per archi” che aprirà la serata.

Per informazioni e prenotazioni si può contattare la segreteria di Toscana Classica, tel. 055.783374 – 339 1632869 – 334 6006361 – www.toscanaclassica.com – toscanaclassica@outlook.com.
Concerto nell’ambito del festival “I Mercoledì musicali dell’organo e dintorni” realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze e Città Metropolitana di Firenze, che concede anche il patrocinio. In collaborazione con Unicoop Firenze.

Programma concerto

M. Lorenzini – Quartetto per archi
G. Gershwin – Ouverture Cubana
B. Bartok – Danze rumene
P. Iturralde – Suite Hellenique
Claudio Freducci violino quartetto d'archi amitié
Claudio Freducci

 

Leonardo Bartali viola quartetto d'archi amitié
Leonardo Bartali 

 

Marco Lorenzini quartetto d'archi amitié
Marco Lorenzini

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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