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Il marketing della felicità, il libro di Maurizia Rimondi per lavorare sereni

di Redazione Il marketing della felicità, il libro per lavorare sereni   Il marketing della felicità è il libro di Maurizia Rimondi, che affronta il tema caldissimo delle dimissioni da un lavoro che sta stretto. E non si tratta solo di non riconoscersi più in una professione. Nell’insoddisfazione rientra anche il rapporto con l’azienda per cui si lavora, i titolari, i direttori, i colleghi. Per farla breve, l’ambiente di lavoro che quando è inadatto, può veramente danneggiare la qualità delle nostre vite.  Solo in Italia sono un milione e 81 mila i lavoratori che si dimettono, secondo un’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. “Stiamo vivendo nell’era della Yolo Economy (“si vive una volta sola”) – racconta Maurizia Rimondi – quel periodo storico in cui le persone non si accontentano più del posto fisso e di uno stipendio a fine mese e anche in assenza di reali opportunità, scelgono di dimettersi e di non scendere più a compromessi a favore di una maggiore qualità della vita. Ecco che in questo contesto prendersi cura delle persone con cui si lavora e spostare la comunicazione verso il marketing interno diventa fondamentale – continua Rimondi – per ripristinare un dialogo che è spesso mancato all’interno di quelle aziende incapaci di far fronte alle nuove dinamiche dovute allo smartworking, ma più in generale dove non c’è una cultura aziendale fatta di trasparenza e condivisione.” All’interno del libro, l’autrice suggerisce una vera e propria strategia di marketing interno all’azienda, per prendersi cura del proprio capitale umano: la cultura del lavoro, ovvero condividere mission e progetti dell’azienda, rendere partecipi le persone, sollecitare la collaborazione e la condivisione, perché la forza della squadra otterrà sempre risultati più interessanti del singolo. il valore degli spazi che influenza il clima aziendale, stimola la creatività, aumenta l’appartenenza, etc. l’employer branding per abbattere le […]

‘elogio alla Rocca dei fratelli Pupi e Antonio Avati

  di Irene Tempestini   Con un cielo plumbeo ferito da fulmini e scosso da un tiepido vento, anche Madre Natura ha voluto salutare la decima edizione del Serravalle Noir tenutasi nella giornata di ieri, domenica 24 luglio, graziando però l’evento sul quale non è caduta una goccia. Ospiti d’onore i fratelli Giuseppe “Pupi” e Antonio Avati, regista e produttore di film acclamati quali  La casa dalle finestre che ridono, proiettato nel pomeriggio negli spazi dell’ Oratorio della Vergine Assunta, per celebrare il 40esimo anniversario dall’uscita nelle sale cinematografiche. Terminato il film, i fratelli Avati hanno partecipato al piacevole talk show moderato dall’attore Niki Giustini , durante il quale hanno parlato del suddetto film, della loro passione per il jazz e risposto alle domande dei numerosi presenti. Nella seconda tranche serale, tenutasi tra le braccia della suggestiva Rocca di Castruccio, la consegna del premio speciale ai fratelli Avati, che hanno tessuto elogi alla bellezza incantata di Serravalle Pistoiese definendolo “qualcosa di sacrale, un luogo bellissimo” e ringraziando per l’invito perchè ” è stata una grande e piacevole scoperta”. Congedati i due ospiti d’onore, sul palco una carrellata di nomi di spicco  che hanno ricevuto premi e riconoscimenti; tra questi lo scrittore sardo Piergiorgio Pulixi (Premio Nazionale Serravalle Noir 10), la scrittrice e giornalista romagnola Lorenza Ghinelli (Premio Lucia Prioreschi – scrittrici Noir), Niki Giustini e  Andrea Gamannossi, quest’ultimo sostituito dalla madre per motivi familiari  (premio Furio Innocenti – scrittori Noir toscani) Altri riconoscimenti sono stati assegnati allo scrittore pistoiese Sandro Malucchi (Memorial Roberto Santini) e alla fumettista Elena De Nard (premio Serravalle Noir & Comics). Il premio “Amicizia Serravalle Noir 10” è stato consegnato a TVL-TV Libera Pistoia come ringraziamento per la collaborazione prestata nel corso dei dieci anni di vita dell’evento. Pregevoli e degni di nota gli interventi  dei premiati, che hanno toccato temi scottanti quali il […]

Nella “Casa delle figure”, riflessioni ispirate al libro di Roberto Cipollini

09/03/16   di Irene Tempestini   Nella “Casa delle figure” Lettura, Arte, Conversazioni da “Pensieri da abitare” venerdì 11 marzo 2016 – ore 21,00 Oratorio della Compagnia della Vergine Assunta- Serravalle Pistoiese Ingresso libero E’ in programma per venerdì 11 marzo p.v. alle ore 21,00, presso l’ Oratorio della Compagnia della Vergine Assunta (Serravalle Pistoiese), l’iniziativa culturale Nella “Casa delle figure”, promossa dal Comune di Serravalle Pistoiese. L’evento  costituirà l’occasione per leggere, riflettere, discutere le pagine del libro “Pensieri da abitare”, scritto dall’architetto pistoiese Roberto Cipollini, che interverrà all’incontro. L’opera, edita da Carlo Zella, che rappresenta l’esordio editoriale di Cipollini, non è un testo tecnico ma una raccolta di riflessioni sull’architettura e sulla consapevolezza di se stessi;  costruire il proprio essere è infatti, senza ombra di dubbio, la forma più importante e affascinante di architettura. Guardarsi dentro, riflettere, prendersi il tempo che ci vuole per capire chi siamo e il senso di cosa facciamo, questa è l’essenza del libro “Pensieri da abitare”, una raccolta di pensieri tratti dalle più disparate occasioni, sia professionali sia personali. Esaustive alcune parole tratte dall’introduzione del libro: ” ...Sicuramente niente di tutto ciò che vi si legge può aiutare gli architetti a costruire le case. Spero però che queste riflessioni aiutino a costruirne altre.”  Oltre all’autore Roberto Cipollini, saranno presenti l’artista pistoiese Miradario, gli architetti Alessandro Mannelli e Olga Agostini, il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Serravalle Pistoiese Simona Querci. Il link all’evento su facebook

La solitudine dei numeri primi, l’abbandono del lettore

  di Riccardo Tronci   La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano. Un titolo geniale, che vorresti aver pensato per primo, un’immagine che fa tenerezza, in un mondo freddo e spesso inanimato, quello della matematica. La solitudine dei numeri primi, vien voglia di leggerlo. Eppure… Un gran peccato arrivare in ritardo. Scaduto il tempo ormai da sette lunghi anni, un libro, uno dei pochi, rimasto lì, sulla libreria, non letto. Nel frattempo incredibili dopo cena con Amelie Nothomb, passeggiate e scherzi con Kurt Vonnegut, voli pindarici con Douglas Adams e foga di leggere riguardo a un seggio vacante con la Rowling. E molto, molto altro ancora, tantissimi libri e innumerevoli autori, alcuni baciati dal dio della scrittura altri meno. “La solitudine dei numeri primi” era lì dal 2008. Nuovo. Un titolo geniale, sorprendente, che lascia immediatamente pensare a un capolavoro, a un nuovo Ammaniti capace, chissà come, di andare anche oltre. Se passate il gioco di parole, di scrivere quantomeno “come Dio comanda”. Ci sono voluti non più di cinque o sei giorni a leggerlo. E a non provare assolutamente niente una volta chiuso. Un libro inutile. Clamorosamente inutile. E nemmeno scritto bene. Scorrevole, ma se pensiamo al fatto che oltre a un autore deve aver lavorato su quelle righe anche un editor, il risultato finale è quasi penoso. Troppe frasi tratte dal parlato inserite in contesti impropri, troppi riferimenti complessi in pagine assolutamente informali. Un frullato. Riscaldato. Un titolo che doveva andare oltre ha semplicemente funzionato quanto un fuoco d’artificio fabbricato male. Un gran fuoco pirotecnico, un gran puzzo, per poi rimanere dov’era, al suolo. Sono due le storie, intrecciate, di Mattia e Alice. Due persone problematiche che trovano difficoltà ad affrontare la vita e bla bla bla. Il tutto descritto con una tale ingenuità che lascia pensare a […]

Romano Forleo presenta il nuovo libro “2033. Nostalgia di domani”

  venerdì 12 giugno ore 18,00 “2033. Nostalgia di domani” Presentazione del libro di Romano Forleo Sala Assemblee della Fondazione Caript – Pistoia     Domani, venerdì 12 giugno alle ore 18,00, verrà presentato il libro “2033. Nostalgia di domani” di Romano Forleo (edizioni Ensemble), presso la Sala Assemblee della Fondazione Caript, a cura dell’Accademia dei Ritrovati. La presentazione del libro, che affronta il tema della nostalgia attraverso un intenso colloquio tra un padre e sua figlia, sarà anche un’occasione di confronto tra l’autore Romano Forleo, medico, scrittore e giornalista, con il filosofo Sergio Givone (Università di Firenze) ed il medico Marco Trabucchi (Università “La Sapienza” di Roma). Introduce Alessandro Pagnini, Presidente del Polo universitario Uniser di Pistoia. Sinossi Uno sconvolgente amore proibito rischia di minare un progetto di rinnovamento di un mondo dominato dalla logica dei mercati. Il ricordo di questi giorni però non obnubila l’alba del terzo decennio di questo secolo. Una donna si fa carico di cambiare il corso di una palpitante storia. Una favola o un sogno in cui, attraverso le avventure e i dialoghi di una padre e di una figlia, si delinea una società nuova. Romano Forleo ginecologo impegnato da sempre a scoprire la profezia scritta nella nascita, è  oggi uno scrittore delle commedie e drammi che alimentano il quotidiano attraverso l’avventura e il gioco. La sua vasta  cultura sui misteri della coniugalità (è stato presidente della Word Association for Sexology) assieme alla sua ricca esperienza nell’insegnamento universitario, fanno dei suoi romanzi un divertente strumento di riflessione per la generazione che cresce. 

Simone Pozzati, la follia umana ha le “Labbra Blu”

  Simone Pozzati, una penna noir che descrive la follia umana in tutte le sue sfumature e un esordio importante dal titolo “Labbra Blu” (Diamond Editrice) , che si ispira all’opera letteraria per eccellenza, La Divina Commedia di Dante Alighieri, un testo generoso di archetipi che il giovane autore ha trovato adatti per raccontare la società odierna caratterizzata dall’ incertezza: del lavoro, dei valori, perfino dell’identità di fronte la fatica di accettarsi e sovrastare i pregiudizi posti da altri, dove l’essere finisce per collimare con un apparire percepito come soffocante. “Labbra blu” perchè blu è il colore della cianosi, che indica la mancanza di ossigeno, ma che rimanda anche al mercurio, alla morte, è quindi simbolo della rinascita, di metamorfosi, la morte del verbo in favore dell’azione. La Prefazione di “Labbra blu” è a firma di Ivano Iai, giurista con la passione per le lettere classiche, cultore di Dante. La copertina e le illustrazioni interne sono a cura di Simone Di Matteo. Il libro sarà presentato ufficialmente nei tre gironi di fiera del libro “Libri da scoprire – L’Editoria in rassegna”, che per l’edizione 2015 per la prima volta lascia piazza del Popolo di Latina, dove ha esordito nel 2003, e sbarca a Sabaudia, il 31 luglio, 1 e 2 agosto. Dopo la Fiera “Labbra blu” sarà distribuito in tutti i circuiti Feltrinelli. Dal 18 maggio è acquistabile on line sul sito della casa editrice all’ indirizzo www.diamondeditrice.eu alla sezione Catalogo, e disponibile sui siti: www.dntservice.eu; www.amazon.it; www.ibs.it; www.libreriauniversitaria.it. Titolo: Labbra Blu Autore: Simone Pozzati Collana: Frammenti Editore – Diamond Editrice Anno di pubblicazione: Maggio 2015 ISBN: 9788896650295 Pagine: 96 Prezzo: € 10,00 I EDIZIONE   SINOSSI Nove racconti per descrivere i vari volti della follia, la mano oscura che muove i fili della psiche umana senza distinzione di ceto […]

”, presentazione agli Uffizi

Lunedì 27 aprile, ore 17 Sala di San Pier Scheraggio – Uffizi Piazzale degli Uffizi angolo via della Ninna – Firenze   PRESENTAZIONE DEL VOLUME UN CAPOLAVORO CHIAMATO ITALIA Racconto a più voci di un patrimonio da tutelare, proteggere e valorizzare   “Soltanto valorizzando gl’infiniti episodi d’arte che costellano le nostre terre si può davvero tutelare lo sterminato patrimonio del Paese. Valorizzandolo, appunto. Basta però che si dia la giusta interpretazione al verbo valorizzare. Che, prima di tutto, significa dare valore a una cosa che non l’ha mai avuto o restituirlo a un’altra che l’ha perso. Operazione che ovviamente presuppone l’esercizio di un’adeguata tutela e che della tutela medesima impone un seguito doveroso negli anni a venire. Tutela e valorizzazione tornano così a essere due vocaboli talmente indissolubili e perfino tra loro conformi nel significato da risultar quasi sinonimi”. In queste brevi righe tratte dal contributo del Direttore degli Uffizi Antonio Natali all’interno del libro Un capolavoro chiamato Italia è racchiuso il messaggio più profondo dell’opera pubblicata dalla Fondazione Enzo Hruby di Milano nell’ambito delle proprie attività volte alla protezione dei beni culturali contro furti, sottrazioni e vandalismi e alla diffusione della cultura della sicurezza. Con la prefazione del Ministro Dario Franceschini e le testimonianze di oltre trenta dei più autorevoli esponenti del panorama culturale italiano, il volume entra nel vivo delle esigenze di tutela e di valorizzazione dei beni culturali e delle soluzioni tecnologiche oggi disponibili. Un volume nato dalla consapevolezza che il patrimonio culturale italiano rappresenta la maggiore risorsa del nostro Paese e che, in quanto tale, deve poter diventare il più importante motore di sviluppo culturale, economico e sociale del nostro Paese. “Questo libro – sottolinea Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby – vuole raccontare l’incredibile patrimonio culturale che la storia ci ha trasmesso e […]

Pornograffiti 2 di Tonino Conte alla Libreria Feltrinelli di Genova

Martedì 31 marzo alle ore 18 presso la Libreria Feltrinelli (Via Ceccardi 16 – Genova)  Stefano Bigazzi (giornalista e scrittore) e Amedeo Romeo (direttore della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse) presentano   Pornograffiti 2 di Tonino Conte     All’evento di martedì 31 marzo, per presentare Pornograffiti 2 di Tonino Conte, sarà presente l’autore. Regista, fondatore con Emanuele Luzzati del Teatro della Tosse, scrittore ed artista tout court, – che con il suo teatro e le sue opere, ha segnato la storia del teatro d’immagine in Italia, lasciando un’impronta personalissima, all’insegna della provocazione più intelligente e dell’ironia più graffiante – si prepara a festeggiare fra poco gli 80 anni. In questa occasione la sua città gli dedicherà una mostra intitolata “Due volte quaranta. Un compleanno patafisico” (29 Maggio/28 giugno – Palazzo Ducale): un percorso espositivo con fotografie, bozzetti, manifesti, modellini, scenografie, testi letterari e incursioni teatrali, curato dalla Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse. Pornograffiti 2 è il primo volume della collana Curiosa per le produzioni librarie La Grande Illusion, di cui vi avevamo parlato in un altro articolo.

Il Museo Coloniale di Roma, nascita e declino

Venerdì 20 marzo 2015, ore 17.00 IL MUSEO COLONIALE DI ROMA (1904-1971) Fra le zebre nel paese dell’olio di ricino di Francesca Gandolfo Gangemi Editore   Sala del Mito  Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea – Roma     Venerdì 20 marzo nella sala del Mito della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma si terrà la presentazione del libro IL MUSEO COLONIALE DI ROMA (1904-1971). Fra le zebre nel paese dell’olio di ricino di Francesca Gandolfo, edito da Gangemi Editore. Introduce  Mariastella Margozzi. Ne parleranno con l’autrice, Silvana Balbi de Caro e Giangiacomo Martines, con il coordinamento di Maria Giuseppina Di Monte.   Tra rigore scientifico e una scrittura comunicativa, a volte ironica e amara, si racconta nelle pagine di questo libro l’appassionante e poco nota storia della nascita e del declino di un museo, Il Museo Coloniale di Roma e dei suoi ‘tesori’, sconosciuti ai più. Un museo che si propone come metafora patriottica di un periodo della storia d’Italia scomodo e pieno di contraddizioni, ma proprio per questo degno di essere indagato in ogni suo aspetto.  La prefazione di Angelo Del Boca ne è al riguardo garanzia e conferma. Il volume è corredato da una raccolta di immagini originali e toccanti, capaci di riportare in luce, in maniera vivida e diretta, frammenti di memoria storica collettiva, appartenenti a una fase della storia della Nazione la cui crudezza era accompagnata e occultata dal fascino di un esotismo figlio degli ultimi bagliori di un romanticismo decadente.   La storia del Museo Coloniale di Roma ha inizio nel 1904 nell’Istituto Botanico di via Panisperna 89B e ha termine nel 1971, quando fu chiusa al pubblico la sua ultima sede in via Aldrovandi 16A. L’intento di questo libro è quello di tracciarne una storia culturale, istituzionale e politica a partire dalle […]