Al Centro Pecci di Prato si parla di arte e valorizzazione del territorio

di Redazione

Martedì 14 ottobre nuovo incontro di ascolto voluto dal nuovo direttore Fabio Cavallucci e dal consiglio direttivo del Centro Pecci per cercare di elaborare un progetto strategico innovativo per l’istituzione artistica pratese.
Su invito del Palazzo delle Professioni, questa volta saranno protagonisti gli architetti, gli ingegneri, i geometri, i periti industriali e tutti coloro che intendano partecipare.

L’incontro – dal titolo “Arte e Architettura contemporanea verso una nuova valorizzazione del territorio?” avrà luogo alle ore 18.00 a Prato presso il Palazzo delle Professioni, in via Pugliesi 26.

Dopo i saluti del presidente del Palazzo delle Professioni Marzia De Marzi e l’introduzione del direttore del Centro Pecci Fabio Cavallucci, i brevi interventi dell’assessore alla cultura Simone Mangani, dell’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Valerio Barberis e dell’assessore all’ambiente e alla mobilità Filippo Alessi.
Grande spazio ai professionisti dell’area tecnica ed al pubblico presente che saranno chiamati ad intervenire, a fornire opinioni, suggerimenti ed ipotesi di lavoro.

Al centro dell’incontro/dibattito i presenti si interrogheranno su come può il Centro Pecci collaborare alla ridefinizione dell’assetto del territorio? Alla luce dei lavori in atto al museo, quali progetti possono nascere per la valorizzazione o la rinascita di luoghi del territorio dimenticati o periferici? Quali interventi apportare per creare spazi ecosostenibili o per coniugare attraverso particolari interventi architettonici attività sociali e interessi culturali?

 

Incontro – Architettura contemporanea verso una nuova valorizzazione del territorio?
Martedì 14 ottobre ore 18:00
Palazzo delle Professioni, in via Pugliesi 26 – Prato
Ingresso libero

 

 

 

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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