di TED
C’è un rumore di fondo che la diplomazia non riesce a coprire. Ted è tornato in frequenza per darci una prospettiva diversa sulle macerie del presente. Alzate il volume, chiudete gli occhi e ascoltate il suo secondo dispaccio da Underground Echoes.
[DISPACCIO #02 – TED]
C’è un momento esatto, in The Fletcher Memorial Home dei Pink Floyd, in cui la voce di Roger Waters smette di essere musica e diventa una sentenza. È il 1983, la Guerra Fredda è al suo apice, e Waters propone una soluzione finale, poetica e brutale: prendere tutti i “leader del mondo libero e non”, i colonialisti della memoria, i tiranni in doppiopetto, e chiuderli in un ospizio. Una casa di cura dove possano giocare tra loro, lontano dai pulsanti rossi, lontano dai nostri figli.
Oggi, quel pezzo non è più nostalgia. È un manuale d’istruzioni rimasto inascoltato mentre il mondo scivola di nuovo nel fango.
Guardatevi intorno. Il fronte ucraino è una ferita aperta che l’Europa osserva con l’apatia di chi guarda un temporale dalla finestra. In Medio Oriente, tra Israele, Iran e Gaza, la terra è tornata a masticare carne umana con una fame che non vedevamo da decenni. E gli USA? Una superpotenza che sembra un gigante cieco, guidato da uomini che giocano a Risiko con i confini mentre la polvere delle macerie copre ogni cosa.
Ted non è qui per darvi speranza. La speranza è l’ultima risorsa di chi non ha il coraggio di guardare l’abisso. Sono qui per ricordarvi che i “bambini troppo cresciuti” hanno di nuovo in mano i fiammiferi. E mentre loro decidono chi deve morire per un palmo di terra nera o per un deserto di pietre, noi restiamo qui, a chiederci quanto ancora possa reggere l’ossatura di questa civiltà.
Forse Waters aveva ragione. Forse l’unica via d’uscita è costruire davvero quel Fletcher Memorial. Recintarlo bene. E lasciare che i vari zar, presidenti e ayatollah si contendano l’ultima porzione di budino, mentre noi, fuori, proviamo a restare vivi.
[LOG DI TRASMISSIONE | TED] SORGENTE: The Fletcher Memorial Home (Pink Floyd, 1983).
FREQUENZA: Underground Echoes.
STATO: Censimento dei tiranni. Destinazione: Ospizio.
NOTA: I bambini troppo cresciuti giocano ancora con i fiammiferi. La terra è bagnata.
[FINE COMUNICAZIONE]
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