Lyndsey Gunnulfsen, fuori due nuovi singoli. Ascoltali

 

di Redazione

 

Lyndsey Gunnulfsen pubblica due nuovi singoli con il progetto PVRIS e firma per Hopeless Records

 

Dal 2014, la produttrice, cantante, autrice e polistrumentista Lyndsey Gunnulfsen ha intrapreso il percorso con il suo progetto i PVRIS. Ritorna adesso con due nuovi singoli, “Anywhere but here” e “Animal” sotto la nuova etichetta Hopeless Records.

«”Anywhere but here” – spiega Lyndsey – parla di voler fuggire dall’ambiente circostante. Per tutta la mia vita mi sono sempre sentita irrequieta e desiderosa di essere da qualche altra parte. Immagino sempre di esistere in tempi e luoghi diversi; ovunque e ovunque tranne dove sono nel momento. Penso che molti di noi lo sperimentino in una certa misura, il desiderio di essere da qualche parte o con qualcuno che non puoi necessariamente identificare. “Animal”invece è stato realizzato con JT Daly e K.Flay, e parla di sfida, di liberarsi dal controllo sia che provenga da altre persone o da noi stessi. Può anche essere guardato attraverso una lente più ampia e interpretato come una sfida verso “l’uomo”, il governo o gli algoritmi che gestiscono le nostre vite, che “ci conoscono”. Si tratta di sfidare l’identità che il mondo esterno sceglie di darti. È anche un commento su fama e spettacolo. Sento che come società siamo pronti a disumanizzarci a vicenda e a tenere le persone in forme fisse negandoci a vicenda le opportunità di crescere ed evolversi. Penso che questo sia vero soprattutto per artisti, attori, influencer, modelli, atleti, politici, ecc… questo può valere anche per le relazioni personali. Ci facciamo reciprocamente un danno limitandoci l’un l’altro a queste gabbie metaforiche».

La doppia uscita è contrassegnata dal primo cortometraggio dei PVRIS, diretto dall’amico di lunga data e compagno di tour Jax Anderson.

 

 Guarda e ascolta “Anywhere but here” e “Animal”:

 

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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