Hate Moss, intervista a Tina e Ian

di Irene Tempestini

NaN è fresco di uscita. Otto tracce che contengono musica dal mondo, per il mondo. Un mix di culture, lingue, suoni. Raccontateci la genesi del nuovo album.

Come la maggior parte delle band e degli artisti, abbiamo dedicato gli ultimi due anni ( quelli della pandemia) a scrivere, comporre e produrre il nostro secondo album tra Italia, Uk e Turchia. Da quando e’ iniziato il progetto Hate Moss non abbiamo mai smesso di ricercare influenze per sviluppare canzoni che avessero delle sonorità non canoniche.  

Tutto questo ci è sempre venuto in modo naturale, lasciando spazio prima di tutto alle nostre radici (italiane e brasiliane) e poi ai posti dove abbiamo vissuto e viaggiato.

Crediamo sia importante togliere il monopolio anglofono al mercato musicale mondiale e nel nostro piccolo facciamo il possibile per far apprezzare altre lingue e sonorità. Due magnifici produttori e anche grandi amici, Mauro Polito e Donato Panaccio , “In a Sleeping Mood” (nome del loro progetto), ci hanno accompagnato in questi due anni aiutandoci a far emergere le sonorità che cercavamo.

Siete musicisti ma avete anche un’etichetta indipendente. Sentite che la scena musicale è viva? O c’è troppa “calma apparente”?

Dopo aver vissuto a Londra siete rientrati in Italia. Qual è l’impatto positivo e quello negativo di questa scelta? E cosa vi manca musicalmente parlando di Londra? Se è ancora la Londra di un tempo

Questa domanda è semplice anche se un cliché. Il meteo è decisamente meglio in Italia. A livello musicale però in italia siamo ancora molto indietro. La maggior parte dei promoter o locali tende a lavorare solo, ed è comprensibile, per soldi ed in Italia non siamo ancora abituati ad apprezzare artisti che scrivono la propria musica e promuovono la propria scena, raccontando per esempio la periferia fiorentina degli anni ’10 del duemila.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

Il nostro obiettivo è quello di suonare tanto, ovunque e  sempre di più. In più ci piacerebbe fare più collaborazioni con artisti di varie scene culturali sia in Italia che fuori.

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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