The Sweet Kill, “Darkness” Top Album del mese

di Irene Tempestini

Zest Rewind: il fascino magnetico dell’oscurità. Recuperiamo dai nostri archivi l’analisi di “Darkness” di The Sweet Kill, un album che riesce a fondere l’eredità post-punk di Joy Division e Bauhaus con una produzione moderna e sofisticata. Un viaggio sensuale nell’abisso che non smette di ammaliarci.

“Darkness” è il titolo del nuovo album di The Sweet Kill, il progetto “one man” di Pete Mills, ex bassista dei Flash Bastard. Per chi non lo ricorda, ad inizio del 2000 i Flash Bastard stavano per pubblicare un album per l’etichetta di Nikki Sixx. Sarebbero poi partiti per un tour in Nord America con i Mötley Crüe, ma tutto svanì ancor prima di iniziare.

Il cantante dei Flash Bastard combinò un bel guaio infatti, inseguendo nel backstage di un live a Portland, con un forcone, Klaus Meine, voce degli Scorpions. Non fu pubblicato nessun album e poco dopo la band si sciolse.

Ma quello ormai è il passato e Pete Mills oggi torna con il suo affascinante progetto, che lo vede destreggiarsi tra synth, bassi melodici, chitarre e atmosfere dark-gotich, con richiami post-punk. Le influenze di The Cure, Joy Division, Bauhaus aleggiano costantemente nella produzione di The Sweet Kill, ma quello che colpisce all’ascolto dell’album sono la qualità della produzione, la scrittura e l’esecuzione sofisticata e molto ricercata.

Innegabili anche influenze di artisti più recenti, quali Franz Ferdinand, Editors, Fontaines D.C. L’album è stato registrato allo Shadow Zone Sound di Los Angeles e la voce calda, profonda e al tempo stesso oscura del polistrumentista Pete Mills, è il sensuale filo rosso che attraversa le 10 tracce di “Darkness”.

Belle le melodie, orecchiabili ma mai banali. L’abisso dark ci attira a sé come una calamita, senza però schiacciarci in sentimenti e sensazioni ingestibili e asfissianti. “Darkness” è un album che ci tiene sospesi, ci fa fluttuare nelle intramontabili e conturbanti atmosfere dark e gotiche.

Non mancano alcune schiarite sonore, che vanno ad alleggerire e distendere quella caratteristica emozione ansiogena, che è un pilastro a noi tanto caro della musica dark, ad esempio in “Satellite” o “Die”.

Molto bello il tributo ai Nine Inch Nails e al leggendario brano “Hurt” – reinterpretato anche da Johnny Cash –  e reso incisivo da Mills, ma senza stravolgere l’originale. La traccia che chiude l’ album è “Sea of Fate”.

Con le sue tinte struggenti, ci ricorda come la musica dark – gothic sia così maravigliosamente affascinante ed evocativa. Una carezza per le orecchie e per l’anima. Note ed emozioni che arrivano fino nei meandri più segreti, misteriosi e oscuri del nostro essere più profondo. Ascoltare per credere.

The Sweet Kill, Darkness Top Album del mese

“Darkness” tracklisting:

  1. Darkness
  2. Closer
  3. Satellite
  4. Heart Attack
  5. Love
  6. Cold
  7. Hurt
  8. Rain
  9. Die
  10. Sea of Fate

 Ascolta Darkness:

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale, Storica dell'Arte, Editor Musicale e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e Direttore Responsabile di Zest, unisco il rigore del metodo giornalistico con le più avanzate strategie di visibilità digitale. Con vent'anni di esperienza nella comunicazione, curo narrazioni d'autore tra suoni e visioni, trasformando la cultura in un atto di resilienza consapevole.
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