The HU, recensione dell’album Rumble of Thunder

di Irene Tempestini

Zest Rewind: l’anima della Mongolia incontra l’energia del rock. Recuperiamo dai nostri archivi l’analisi di “Rumble of Thunder” dei The HU: un viaggio potente attraverso l’Hunnu Rock, dove strumenti millenari e canti gutturali si fondono con suoni contemporanei, confermando la band come uno dei fenomeni più originali e spirituali della scena globale.

Se parliamo di band innovative dei nostri giorni, sicuramente non possiamo non citare i The HU. Il gruppo rock proveniente dalla Mongolia, ha fatto parlare di sè, in positivo, fin dai primissimi esordi, grazie ad uno stile unico e inconfondibile, che unisce il rock alla tradizione mongola. Un suono che i The HU chiamano “Hunnu Rock”. 

Il secondo album dal titolo Rumble of Thunder, pubblicato per Better Noise Music, contiene 12 tracce più la versione estesa del singolo Black Thunder, registrate nel loro Paese di origine.

L’album segue il successo enorme ottenuto dall’album di esordio The Gereg, posizionatosi al numero 1 della classifica World Album e Top New Artist nella sua prima settimana di uscita.

Ascoltando Rumble of Thunder si ha l’immediata sensazione di essere catapultati nell’incredibile quanto affascinante mondo dei The HU. Un’ unione di suoni rock e metal, strumenti tradizionali e voci gutturali. Culture diverse che si sposano, senza però tradire ognuna le peculiarità dell’altra, ma anzi rispettando e valorizzando i propri mondi. Il risultato è il raggiungimento di un equilibrio che incuriosisce e attrae. L’impatto e la qualità sono indiscussi.

Musica e testi poi sono intrisi dei valori umani di un popolo, quello mongolo, che i The HU vogliono far conoscere al resto del mondo. L’intento è nobile, il risultato garantito. Questo è, del resto, uno dei grandi pregi dell’arte.

Rumble of Thunder tracklisting:

  1. This is Mongol
  2. YUT Hövende
  3. Triangle
  4. Teach Me
  5. Upright Destined Mongol
  6. Sell The world
  7. Black Thunder
  8. Mother Nature
  9. Bii Biyelgee
  10. Segee
  11. Shihi Hutu
  12. TATAR Warrior
  13. Black Thunder (Extended)

Fondati nel 2016 a Ulaanbaatar, in Mongolia, The HU sono Gala, Jaya, Temka ed Enkush. Il nome della band si traduce nella radice mongola “essere umano” e il loro approccio unico fonde strumenti come il Morin Khuur (violino a testa di cavallo), il Tovshuur (chitarra mongola), il Tumur Khuur (arpa a mascella) e il canto di gola, con suoni contemporanei.

Il loro album di debutto, The Gereg del 2019, ha debuttato al numero 1 della classifica mondiale degli album e dei migliori nuovi artisti. Con esso, la band ha accumulato oltre 250 milioni di stream e visualizzazioni video.

I The HU hanno registrato il tutto esaurito in Nord America, Europa, Asia e Australia, con apparizioni nei festival Coachella, Lollapalooza, Download Festival e altro. Hanno rapidamente catturato l’attenzione del settore e collaborato con artisti quali Jacoby Shaddix dei Papa Roach e Lzzy Hale degli Halestorm. Più recentemente la band ha ricevuto gli elogi da fan e critici per l’interpretazione di “Sad But True” dei Metallica, che li hanno invitati a registrare “Through The Never” per il loro album Metallica Blacklist pubblicato nel 2021. La band ha anche scritto musica per Star Wars Jedi: Fallen Order di EA Games.

Ascolta Rumble of Thunder:

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale, Storica dell'Arte, Editor Musicale e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e Direttore Responsabile di Zest, unisco il rigore del metodo giornalistico con le più avanzate strategie di visibilità digitale. Con vent'anni di esperienza nella comunicazione, curo narrazioni d'autore tra suoni e visioni, trasformando la cultura in un atto di resilienza consapevole.
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