J27, “Regeneration”disponibile negli store digitali

di Redazione

Ne abbiamo già parlato tempo fa, dopo aver ascoltato in anteprima l’album (qui il link alla recensione), siamo tornati a parlarne successivamente e oggi con gran piacere, torniamo su di loro, i J27, una delle migliori band italiane in circolazione. E’ infatti disponibile negli store digitali il nuovo mini-album dei J27 “Regeneration” , il terzo progetto per la rock band toscana, dopo “Generazione Mutante” (Vrec, 2012), che vede la svolta della lingua inglese e la partecipazione straordinaria di Tracii Guns nel brano “America Dreaming”. Solo ai concerti della band è disponibile il cd “limited edition” (acquistabile anche online sullo store dell’etichetta www.vrec.it).

La band sarà a Milano il 23 ottobre (Legend 54), all’Interstate di Udine il 25/10, allo Swamp di Massa il 15 novembre, mentre il 18 novembre apriranno una delle date italiane degli Hardcore Superstar al The Cage di Livorno. Altre info: www.j27rocks.com

La band

I J27 sono una rock band toscana che prende il nome dalla maledizione che avrebbe colpito la musica rock creando il mito del “Club dei 27”, ovvero l’esclusiva cerchia dei grandi artisti del mondo della musica scomparsi all’età di 27 anni e che includono la lettera “J” nel loro nome.  I J27 suonano un rock’n’roll sanguigno di chiara ispirazione americana ma con testi in italiano ed ora anche in inglese. Vantano centinaia di concerti tra cui l’esibizione al Pistoia Blues Festival 2013, le aperture a Marilyn Manson L.A. Guns, Skid Row, Tm Stevens, Pino Scotto e molti altri. L’attuale formazione è composta da: Marco Bertuccelli alla voce, Alex Sabadini e Massimiliano “Mamo” Giusti alle chitarre ed i nuovi ingressi Glenn Strange al basso (Death SS) e Antonio Inserillo alla batteria (Tossic, Death SS, Rhumornero).

Irene Tempestini
Irene Tempestini

Giornalista pubblicista, storica dell'arte e Senior SEO Copywriter. Fondatrice e direttrice responsabile di Zest. Vengo da anni di cronaca e inchieste, e da quel mestiere ho imparato a guardare bene prima di scrivere. Faccio parte del Giornalismo Costruttivo, che non si ferma al problema, ma cerca anche risposte e vie d'uscita. Su Zest uso la cultura per interrogare il presente, tra suoni e visioni.

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