di Irene Tempestini
A quarant’anni dalla sua uscita, Absolute Beginners di David Bowie smette di essere soltanto un classico pop e torna a imporsi come una canzone sorprendentemente attuale. In un tempo in cui molte certezze del passato si sono incrinate, gli equilibri sociali appaiono fragili e il futuro sembra riscriversi di continuo, quella frase “I’m an absolute beginner” suona meno come una confessione e più come una presa di coscienza.
La cronaca ci consegna un presente fatto di accelerazioni incessanti, automatismi, tecnologie che promettono di semplificare tutto e spesso finiscono per ridisegnare anche il nostro modo di stare al mondo. In questo scenario, Bowie riporta tutto a un punto essenziale: riconoscersi principianti non è una resa, ma un atto di lucidità.
C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in questa dichiarazione. Essere un “absolute beginner” oggi significa ammettere che i vecchi schemi non bastano più, che molte mappe si sono rivelate inutili e che ricominciare non è una scelta romantica, ma una necessità. Non per cancellare il passato, ma per attraversarlo senza restarne prigionieri.
È proprio qui che il brano trova una nuova forza. La vulnerabilità che Bowie mette in scena non ha nulla di debole o remissivo.
Al contrario, diventa postura morale, modo di stare dentro il caos senza cedere al cinismo. In un mondo che spinge verso l’automazione, l’efficienza e la semplificazione continua, Absolute Beginners difende il valore dell’esposizione emotiva, dell’incertezza, della sensibilità.
Non offre soluzioni facili, e forse è anche per questo che continua a parlarci. Non consola, non addolcisce, non costruisce illusioni. Tiene insieme fragilità e dignità, smarrimento e slancio. E trasforma l’idea di ricominciare da zero in qualcosa di meno passivo e molto più radicale: un gesto di resistenza umana.
Zest Sound – Scheda editoriale
Release: singolo pubblicato da Virgin il 3 marzo 1986 come tema del film Absolute Beginners.
Produzione: David Bowie, Alan Winstanley, Clive Langer.
Perché ci parla ancora oggi: il brano può essere letto come un inno alla ricostruzione identitaria e alla possibilità di ripartire da zero in un presente instabile e in continua trasformazione.
Cosa si sente nel brano: l’arrangiamento dei fiati e la vocalità profonda e solenne di Bowie conferiscono alla canzone una tensione elegante, sospesa tra vulnerabilità e forza.




